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domenica 17 febbraio 2008

L'idrogeno prodotto dai batteri


Produrre idrogeno come sappiamo a tutt'oggi è troppo costoso in termini energetici. Nella produzione industriale infatti circa il 97% dell'idrogeno prodotto è ottenuto dai combustibili fossili, mentre soltanto un 3% si ottiene tramite l'elettrolisi dell'acqua, aumentando così le emissioni di CO2.
Ma secondo Thomas Woods, un ricercatore della Texas A&M University, l’Escherichia coli può essere una ottima fonte per produrre idrogeno. L'E. coli è un batterio che vive in ambienti anaerobici e quando "respira" emette idrogeno in forma gassosa. Woods inoltre ha modificato l'E. coli geneticamente in modo da fargli produrre fino a 140 volte più idrogeno. Per questo processo i batteri avrebbero bisogno solamente di zuccheri. Questo mette in evidenza il basso costo dell'operazione e, aggiunto alla facilità di iniziare un coltura in un qualsiasi luogo, permette di abbattere i costi di trasporto in maniera considerevole. L'idea è quella di mettere i batteri sotto acqua e in qualche modo catturare le bollicine di idrogeno che vengono a galla.

Speriamo che questo nuovo fronte di produzione allontani gli investimenti dalla produzione di biocarburanti che per ora ha solamente contribuito a far aumentare i prezzi dei cereali e dei prodotti derivati.

Segnalo un articolo comparso su Science News, da cui è tratto il post.

mercoledì 6 febbraio 2008

Gli Stati Uniti ammettono l'utilizzo del waterboarding

La CIA ha ammesso di aver utilizzato il waterboarding, seppur in maniera limitata. La tecnica consiste nell'immobilizzare il soggetto e versargli addosso dell'acqua provocando il riflesso faringeo, dandogli la sensazione di morte imminente. Il direttore dell'Agenzia, Michael Hayden ha affermato di aver usato tale pratica solamente 3 volte e mai negli ultimi 5 anni, per combattere il terrorismo, in articolare al-Qaeda.

Segnalo un articolo su peace reporter.

martedì 29 gennaio 2008

Satellite spia in arrivo


Un satellite spia statunitense è uscito dalla sua orbita e presto entrerà nella nostra atmosfera. A renderlo noto è stato un funzionario del governo americano, aggiungendo che non è escluso che l'apparecchio arrivi a schiantarsi al suolo tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo ma è impossibile prevederne il luogo di impatto. Gordon Johndroe, un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, ha affermato che agenzie del governo stanno monitorando costantemente il satellite e che non è la prima volta che un satellite esce dalla sua orbita.  Jonathan McDowell, astronomo presso l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha dichiarato che la maggior parte degli oggetti che attraversano l'atmosfera vengono distrutti dal calore sprigionato e gli eventuali detriti solitamente cadono in zone desolate del pianeta, ma non può certo essere sempre così. Essendo un satellite spia potrebbe contenere materiale pericoloso quale per esempio il berillio ma si tratta di informazioni altamente riservate.
Una delle possibili soluzioni, qualora penetrasse l'atmosfera sarebbe quella di distruggerlo servendosi di un missile ma per ora rimane solo un'ipotesi.

Segnalo un articolo del NYT e uno del Corriere della Sera sull'argomento.

L'immagine rappresenta un satellite KH-4B a puro scopo esemplificativo.